Risparmio impossibile? Paga prima te stessə!

Agire sulle nostre abitudini non è mai semplice.
Cambiare il rapporto con il denaro, in particolare, tocca molte aree della vita: entra nelle relazioni, mette in discussione convinzioni profonde, ci costringe a guardarci con più onestà. È da qui che nascono le difficoltà.

Nel tempo abbiamo imparato a osservare le nostre abitudini di spesa con maggiore lucidità: riconoscere errori, individuare sprechi, introdurre correttivi. Eppure la pressione della quotidianità — impegni, stanchezza, stress — ci ha, talvolta, fatto vacillare.

Basta poco per fare un passo indietro e rischiare di dimenticare ciò che avevamo costruito con fatica.

È proprio in questi momenti che diventa fondamentale ricordare una cosa: tagliare il superfluo non è solo disciplina o rinuncia.
È una scelta più ampia e consapevole, che libera risorse e le orienta verso una destinazione nobile: il risparmio.

“Nobile” è l’aggettivo giusto per ribaltare l’immagine di questo monstrum che, spesso, percepiamo come un nemico della felicità, come qualcosa che ci impedisce di goderci la vita. 

In realtà, il risparmio può diventare un alleato potente, se impariamo a guardarlo con occhi diversi.

Un cambiamento che deve appartenerci

Conquistare una nuova ottica significa scegliere strade e pensieri diversi da quelli che ci hanno guidato finora. Per noi è stato così.

Quante volte abbiamo provato a convincere qualcuno a cambiare un’abitudine con discorsi perfetti e ragionamenti impeccabili? Il risultato, quasi sempre, è lo stesso: tanta energia spesa, zero cambiamenti. Perché il vero cambiamento non nasce dall’esterno. 

Solo un cambiamento profondo, interiore, è davvero duraturo.
La strategia più efficace, quindi, è quella di lavorare sulle proprie convinzioni: è l’unica che dà senso agli sforzi e una direzione chiara alle scelte.

Certo, richiede fatica e perseveranza. Non è la risposta che vorremmo sentire. 

Tutti sogniamo una scorciatoia indolore!

Eppure è semplice: se ciò che abbiamo fatto finora non funziona, serve fare qualcosa di diverso, anche piccola. Se vogliamo risultati diversi, dobbiamo permetterci pensieri diversi. Come dice Tony Robbins: “La strategia migliore per aggirare un sistema di convinzioni è crearne uno nuovo.”

Da qui si parte: imparare a pensare al risparmio in modo nuovo.

Perché non possiamo permetterci di non risparmiare

Oggi, soprattutto tra i 40 e i 50 anni, viviamo una fase delicata. L’inflazione erode il valore dei nostri soldi e le pensioni future si prospettano sempre più lontane dagli stipendi o redditi attuali. Questo significa una cosa semplice, ma scomoda: ciò che abbiamo ora, se non viene protetto, domani varrà meno. E non potremo contare solo sulla pensione per vivere serenamente.

Ecco perché il risparmio non è più un “di più”, ma una necessità.
Serve a difenderci dall’erosione silenziosa del tempo ed a costruire sicurezza.

Risparmiare, anche poco alla volta, è come piantare alberi: non danno benefici immediati, ma quando arriverà il bisogno, offriranno ombra, respiro e stabilità. Non è una scelta dettata dalla paura, ma un atto di cura verso il futuro. 

È libertà, costruita in anticipo.

Paga prima te stessə

Una delle obiezioni più comuni che sento è: “Non riesco ad arrivare a fine mese, come posso pensare di risparmiare?”
Proprio qui entra in gioco una strategia semplice e potente, che abbiamo incontrato in molti libri e che ha cambiato il nostro approccio.

La “regola” è questa: paga prima te stessə, ovvero, rendi automatico il risparmio.

Decidi una quota, inizialmente, magari piccola, che puoi e che vuoi destinare al risparmio ed imposta una modalità che ne renda automatico l’accantonamento.

Potrà sembrarti un’ovvietà e, lo confessiamo, inizialmente, non ne avevamo compreso l’importanza, nella sua semplicità.

Chissà perché siamo sempre portati a pensare che le cose semplici non siano utili, cercando nella complessità la chiave per la soluzione dei nostri problemi!

Io ho impostato un bonifico continuativo che sposta, ad inizio di ogni mese, una quota dal mio conto corrente ad un altro conto, dedicato.

Così non ho più scuse. Pago prima me stessa ed il futuro che desidero per me, e poi pago tutto il resto.

Tutto questo, a prescindere dalla somma che riesco ad accantonare, rappresenta, per me un passaggio che, in barba al present bias, mi dà morale, mi fa sentire bene, mi motiva e sprona a fare sempre meglio. E soprattutto, ho sconfitto il tormentone del “ma io lavoro solo per pagare le tasse!” .

No, una somma, seppur piccola, io l’ho pagata prima a me.

Ti starai chiedendo…ma cosa è il present bias?

L’ostacolo del present bias

Cosa è il present bias, in pochissime parole: siamo programmati per scegliere l’oggi rispetto al domani.

Odiamo la sensazione che ci stiamo perdendo qualcosa.

Per questo è così difficile risparmiare.

Risparmiare ci dà la sensazione di perderci qualcosa, di togliere un quid certo al presente, in nome di un qualcosa di incerto per il futuro.

Lo so che questo pensiero sta attraversando la tua mente da quando hai iniziato a leggere questo contenuto…per cui voglio affrontarlo senza fingere che non esista.

Il presente bias è, probabilmente, l’ostacolo più grande da affrontare in questo percorso.

L’idea di rinunciare a qualcosa oggi per avere forse, non si sa cosa esattamente, in un futuro prossimo e semmai lontano, non ci aiuta.

Ma possiamo e dobbiamo farcela.

Ancora una volta, occorre partire dalla nostra storia e non dalla nostra condizione. Sfidare, oserei dire, la nostra condizione attuale, sforzarci di costruire una nuova narrazione.

In sostanza, ancora una volta, quando pensiamo a come gestire i nostri soldi, dobbiamo guardare alla nostra storia, al rapporto con il denaro che abbiamo costruito ed a quello che abbiamo ereditato, a ciò che vogliamo tenere con noi e cosa vogliamo salutare perchè non è più funzionale alla nostra vita ed al futuro che vogliamo costruire, per noi e per i nostri cari.

Dobbiamo provare a lavorare  su questa necessità di una gratificazione immediata, non pensando di poterla eliminare ma, al contrario, di provare a gestirla, ponendola a nostro favore.  

Costruire, in sostanza, una nuova narrazione, in cui il risparmio non è una rinuncia, ma una forma di rispetto verso noi stessi.

Non dobbiamo e non possiamo delegare a nessuno questo lavoro di ricerca, è un fardello tutto nostro, e dobbiamo portarlo non come un peso, ma come conquista, lenta e graduale.

Pagare prima se stessi, a prescindere dalla cifra, ha un valore enorme: dà morale, motiva, sposta lo sguardo dal “lavoro solo per pagare” al “sto costruendo qualcosa per me”. 

Si può partire da una cifra piccolissima, anche 20 euro al mese. 

Ti assicuro, che proseguendo in questo percorso, progressivamente diventeranno sempre di più…e sperimenterai la leggerezza e la sensazione appagante di fare qualcosa che costruisce, che ti cambia lungo il percorso, migliorandoti.

I prossimi step serviranno a comprendere cosa dobbiamo fare, una volta attivato il risparmio.

Perché una volta avviato il risparmio e creato un “fondo di protezione”, dobbiamo difendere i nostri risparmi dall’inflazione.

Fammi sapere nei commenti se sei riuscitə a partire e quali sono le tue perplessità.

Siamo qui per avviare insieme un percorso di crescita consapevole.

E ricorda…semplificare è un atto rivoluzionario… non solo nel presente!☺️

P.S. sai che la formula del paga prima te stessə può essere applicata anche alla tua formazione?Lo scopriremo nel prossimo contenuto.

Se hai perso i contenuti precedenti, puoi trovarli qui, qui  ed anche qui !

Scegli solo ciò che ti fa stare bene…

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