Noi, il denaro ed il bias dello svantaggio

Quando parliamo di denaro, lo abbiamo capito ormai, parliamo di qualcosa di più. 

Parliamo di noi e del nostro rapporto, non solo con il denaro, ma anche con tutte le idee e le convinzioni che con il tempo abbiamo costruito dentro di noi.

Dal momento nel quale abbiamo iniziato ad avere contezza del valore e della stessa esistenza del denaro, abbiamo iniziato, inconsapevolmente, a costruire un dialogo dentro di noi, che parla di abbondanza o di scarsità, di potere o di sudditanza, di sicurezza o di paura. 

Tutto questo è cresciuto, è cambiato, si è evoluto o/e involuto, in funzione delle nostre esperienze, dei nostri primi guadagni, dell’evoluzione delle nostre carriere o delle loro mancanze, della nostra autosufficienza o della nostra dipendenza.

Non c’è nulla di male in questo percorso. Tutto è lecito e tutto fa parte della vita che abbiamo vissuto. Non dobbiamo temere questa esplorazione, ma affrontarla con lo spirito di chi vuole sapere.

Questo dialogo interiore è continuo ed inarrestabile. E’, in qualche modo, inevitabile.

Perciò è importante esserne consapevoli e saperlo guidare verso soluzioni costruttive.

Il bias rappresenta, invece, esattamente  un ostacolo, che ci impedisce di metterci davvero in ascolto, in cammino.

É un condizionamento, un pregiudizio, che guida inconsapevolmente ed incisivamente le nostre scelte e possono essere paragonati, dunque, a tanti diversi bug che provocano, di fatto, “errori” di ragionamento. 

Sarà interessante, in seguito, analizzare i diversi tipi di bias che sono stati individuati e studiati, allo scopo di analizzarne alcuni e comprendere come agiscono sui nostri meccanismi decisionali.

La nascita e la diffusione del concetto di “ bias cognitivi” risalgono all’inizio degli anni 70, quando gli psicologi Kahneman & Tversky avviarono il programma di ricerca denominato “Heuristics and Bias Program”, per comprendere il meccanismo decisionale degli esseri umani in contesti ambigui, incerti o caratterizzati da scarsità delle risorse disponibili.

Per ora mi interessa parlarvi del bias dello svantaggio, perché sono convinta che rappresenti il principale ostacolo alla realizzazione ed alla costruzione di una solida base finanziaria e di un rapporto sereno con il denaro.

Non basta, infatti, conoscere, esplorare, applicare gli strumenti di gestione e di analisi della propria situazione finanziaria: nel farlo, bisogna partire dalla convinzione che i nostri mezzi sono nulla rispetto a ciò che possiamo fare con la nostra determinazione.

Il bias dello svantaggio applicato all’aspetto finanziario, si può sintetizzare così: chi ha i soldi può decidere cosa farne, chi non ne ha abbastanza, non potrà che rincorrere ed affannarsi, senza combinare nulla.

Questo pensiero che, non lo nascondo, ha attraversato, spesso, anche me, è molto pericoloso, perché è paralizzante. Ti dà la sensazione di non avere alcun potere. Ti immobilizza.

Ti fa pensare che ci sia un destino inevitabile ed una giustizia/ingiustizia che decide chi baciare e chi condannare. In realtà, non esistono vite facili. Se usciamo dal paradigma delle false apparenze che anche i social, a volte,  alimentano, ci possiamo rendere conto del fatto che ciò che consideriamo ricchezza è, in realtà, spesso, solo ostentazione.  

E non è quella la strada da percorrere. 

Il nostro obiettivo è rendere il denaro uno strumento che lavora per noi, non la nostra ossessione.

Possiamo costruire il nostro potenziale partendo da qualunque condizione. L’importante è focalizzarsi sulle nostre risorse e capacità e non sugli ostacoli.

Superare l’idea che siamo svantaggiati, che quel traguardo sia irraggiungibile perché siamo in una certa condizione. 

Sono convinta che non sia la condizione, ma la determinazione, a fare la differenza.

Potrei raccontarvi tante storie su questo.

Ci sono tantissime biografie che ci raccontano di svantaggi trasformati in imprese meravigliose, di persone non dotate di superpoteri, persone come noi, che hanno lottato, sudato, creduto, non hanno mollato ed hanno costruito sulla cenere; che hanno sorriso e non deriso, che hanno seminato ed arato, anche laddove non c’era nulla…hanno reso migliori se stessi ed anche il mondo, portando progresso ed evoluzione, anziché indugiare nel vittimismo e nella commiserazione.  

Usiamole, le storie. Ci aiutano a motivarci ed a restare, a stare, a crearci nuove convinzioni, scalzando le nostre credenze limitanti. 

Sono potenti mezzi che ci parlano di noi, del nostro potenziale illimitato, che solo noi possiamo fermare. Quindi, non abbiamo scuse. Possiamo farlo! 

Lo so, perché ci sono passata. Il momento giusto non è domani.

E’ adesso.

Come si spiega questa urgenza? Riflettiamoci.

Cosa può essere più prezioso e cosa ci può dare una gioia più duratura dell’avere stima di noi stessi? Di restituirci l’immagine di un valore che trascende gli oggetti ed il possesso e si focalizza sulle nostre capacità e consapevolezze? E’ una conquista senza tempo, che non sarà mai fuori moda.

E’ per questo che siamo qui.

Per condividere tutto ciò che abbiamo faticosamente conquistato, intrapreso, sperimentato. 

Il nostro intento non è quello di dettare le regole per sviluppare un percorso sicuro verso la solidità finanziaria e la serenità. In realtà, faremo molto di più. 

Abbiamo già iniziato a capire cosa e come tagliare e come ri-costruire la nostra situazione finanziaria ed il nostro rapporto con il denaro; come costruire risparmio tagliando le spese non necessarie e come identificare le spese non necessarie ( se non hai letto i precedenti articoli, puoi partire da qui). 

Abbiamo compreso che saper identificare cosa è necessario, qualificare il concetto stesso di “necessario”, è la chiave di tutto.

Come sempre, le risposte interessanti dipendono dal porsi le giuste domande. Ed è quello che faremo. 

Nel prossimo step ragioneremo sul risparmio e sul segreto del “paga prima te stesso”.

Intanto, per adesso, ti passo la palla.

Giocala, con intenzione e con fiducia. 

Prova ad usare il nostro foglio di calcolo

E non dimenticare di farci sapere cosa accade, raccontaci cosa ne pensi e se hai mai usato o usi strumenti di gestione del tuo budget: scrivici ad info@aprispazi.com  o commenta sui nostri social.

Potranno esserti utili alcune domande, per stimolare ulteriormente la tua riflessione ed il lavoro che farà da base al nostro percorso insieme.

Hai mai riflettuto sul tuo rapporto con il denaro? Ne hai mai discusso con le persone a te vicine? Hai mai analizzato le tue spese e le tue entrate? 

La condivisione è un’arma potente.

Usiamola!

Scegliamo di fiorire!

E ricorda…semplificare è un atto rivoluzionario!

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