“L’arte giapponese di essere sempre fortunati. I segreti della buona sorte e come averla sempre dalla nostra parte” di Nobuko Nakano.
Ti capita mai di incontrare delle persone che, chissà perché, sono (o ti sembrano) molto fortunate?
Persone che non ti sembrano particolarmente brillanti in ciò che fanno, ma che riescono comunque a ottenere ottimi risultati?
E ti ritrovi sempre a pensare che dipenda tutto soltanto dalla buona sorte, e che non puoi farci nulla se a te, invece, le cose non vanno bene come a loro, visto che la fortuna non si può controllare…
Ma siamo davvero sicuri che sia così?
La fortuna non esiste
Cos’è davvero la fortuna?
Un concetto tanto affascinante quanto fuorviante. Spesso ci distrae, perché ci fa credere che il caso governi tutto, che alcune persone “nascono sotto una buona stella” ed altre no. E così ci raccontiamo tante cose, che ostacolano la nostra crescita ed il nostro benessere.
Proviamo, allora, a rimettere le cose al proprio posto.
Abbiamo scelto di recensire questo libro perché ci è sembrato un ottimo punto di partenza per farlo.
Il modello della passeggiata aleatoria
La neuroscienziata Nobuko Nakano ritiene che siamo costantemente circondati da fortune e sfortune invisibili: noi tendiamo, però, a concentrarci solo su quelle visibili e su queste basiamo la nostra percezione della realtà. “Tuttavia, oltre a ciò che possiamo osservare, nella vita di tutti i giorni esistono innumerevoli situazioni fortunate o sfortunate che ci sfuggono completamente.”
E sono proprio queste circostanze, che restano al di fuori della nostra consapevolezza, a darci una visione distorta, non oggettiva delle cose.
L’autrice afferma che, in realtà, fortuna e sfortuna capitano a tutti noi in egual misura e che possiamo intervenire attivamente sul modo in cui ci influenzano. E pone un fondamento scientifico a questo dato.
“In matematica esiste il modello della passeggiata aleatoria, una teoria che può aiutarci a capire questo concetto. Funziona così: immaginiamo di lanciare una moneta; se esce testa si fa un passo in avanti e se esce croce si fa un passo all’indietro. Se si lancia la moneta 10.000 volte e si riportano i risultati su un grafico con assi cartesiani, si noterà che raramente ci si trova al punto zero. Molto più spesso, i risultati si distribuiscono tra +200 e +300 risultati sull’asse positivo, oppure tra -200 e -300 su quello negativo. Difficilmente i 10.000 lanci risultano tutti positivi o tutti negativi.“
Anche la “fortuna” funziona allo stesso modo.
Quindi la conclusione è che spesso, quando guardiamo agli eventi, tendiamo a giudicarli con l’idea particolare che ci siamo fatti e magari trascuriamo una serie di eventi positivi, che vengono totalmente oscurati da quelli negativi, restituendoci un’immagine falsata.
Costruire la nostra "fortuna"
“La fortuna, in sostanza, non è un talento innato né si determina alla nascita, ma è qualcosa che si modifica in base alla mentalità ed ai modelli comportamentali di ogni persona.”
La teoria sostenuta nel libro parte dall’assunto che la buona sorte non sia quasi mai frutto del caso, ma derivi soprattutto dalle nostre attitudini e dalla nostra forza psicologica. Nella maggior parte dei casi, infatti, le persone fortunate e quelle sfortunate si trovano nelle stesse situazioni: sono i comportamenti e la mentalità con cui le affrontano a variare.
L’autrice, dunque, affronta il tema della fortuna, smontando l’idea che essa sia qualcosa di sganciato dalle nostre azioni quotidiane, sottolineando l’importanza di alimentare l’autoconsapevolezza, per farsi trovare pronti davanti alle opportunità e di trasformare gli schemi di pensiero negativi, affrontando le sfide senza farsi abbattere dagli episodi negativi.
In sintesi, secondo Nobuko Nakano, le persone fortunate sono quelle che riescono a cogliere più spesso le occasioni favorevoli, che in realtà si presentano a tutti, e allo stesso tempo sanno anche evitare facilmente le situazioni sfavorevoli, trasformando gli ostacoli in opportunità. Al contrario, le persone “sfortunate“ sono quelle che si lasciano sfuggire la fortuna, a volte per paura di fallire, o per paura di provare cose nuove, e che finiscono per accumulare esperienze negative.
Questo è un effetto motivante importante, perché capiamo che abbiamo un potere, che non dobbiamo affossarci, che non dobbiamo raccontarci bugie su noi stessi, né cadere nella depressione. Possiamo e dobbiamo farcela, e la scienza è dalla nostra parte.
Come sempre, l’obiettivo di ApriSpazi è quello di semplificare teorie complesse e cercare di trarne elementi che aprano spazi concreti di manovra per tutti: cerchiamo, in pratica, di trarre dal libro, prendendo spunto da ricerche e dati scientifici, quel che serve a noi, per la nostra crescita.
Partiamo, quindi, dal primo dato che abbiamo acquisito ed andiamo oltre.
L’autrice ritiene che “la buona sorte” non sia quasi mai frutto del caso, ma derivi soprattutto dalle nostre attitudini e dalla nostra forza psicologica. Utilizzando le sue conoscenze nel campo delle neuroscienze, descrive concretamente quali sono le mentalità e i modelli comportamentali che rendono alcune persone più fortunate di altre.
C’è un legame profondo, dunque, secondo l’autrice del libro, tra la fortuna e la capacità di lavorare sui propri schemi comportamentali abituali.
“Perché il modo di pensare e di agire delle persone fortunate contribuisce a evitare la sfortuna? Cercando di rispondere a questa domanda, ho scoperto, con mia sorpresa, che molti dei loro comportamenti e atteggiamenti mentali possono essere spiegati in modo razionale“.
E questo aspetto ci dà la possibilità di crescere, impegnarci, lavorare e costruire uno sguardo proattivo, propositivo e positivo nei confronti della vita.
E per noi di ApriSpazi, è questa la vera, autentica, fortuna.
Per questo abbiamo deciso di sintetizzare in brevi, concreti, passaggi, quanto elaborato nel testo, sulla base delle neuroscienze.
La “check-list delle persone “fortunate”.
Fortuna e perseveranza: un equilibrio silenzioso
Spesso attribuiamo alla fortuna i successi degli altri, ma se guardiamo più da vicino scopriamo che dietro c’è perseveranza, impegno, coraggio di restare.
Più ci attiviamo, più mettiamo in campo energie, più — paradossalmente — la fortuna sembra “trovarci”.
Uscire dagli automatismi
Quando restiamo imprigionati negli automatismi, restiamo ancorati alla nostra comfort zone, lasciamo poco spazio all’imprevisto. Fare cose nuove, cambiare abitudini, rischiare, ci può condurre a nuove possibilità.
Ogni volta che proviamo qualcosa di nuovo, apriamo un varco: cambiamo prospettiva, allarghiamo il nostro campo d’azione e rendiamo possibile ciò che prima sembrava fuori portata.
Chiara Gamberale, in Per dieci minuti, racconta proprio questo: quanto basti poco — dieci minuti al giorno di novità — per scardinare le abitudini e far entrare aria fresca nella nostra vita.
Intuito e razionalità: un dialogo necessario
Sviluppare l’intuito e imparare ad accordarlo con la razionalità, è un’arte.
Ciò che conquistiamo interiormente — lucidità, fiducia, equilibrio — finisce sempre per trasformare anche la realtà esterna.
Non è magia, ma consapevolezza in azione.
I rischi come opportunità
Per coltivare la fortuna bisogna correre rischi, mostrare gratitudine, visualizzare ciò che si desidera; e, al tempo stesso, servono apertura mentale, consapevolezza profonda di sé stessi, tenacia e resilienza di fronte agli ostacoli.
L’autrice ci riassume questa propensione con una storia.
Per chi è interessato può leggerla qui.
Vediamo, in sintesi, cosa fanno le persone fortunate. Scarica la check-list qui.
Ogni punto della check list sarà oggetto di un contenuto specifico, perché l’argomento è vasto e si presta a molteplici approfondimenti e studi, che sfociano in altrettanti strumenti e risorse per crescere e migliorare la nostra vita ed implementare il nostro benessere, in ogni ambito.
Fammi sapere se questo contenuto ti ha spronato e se acquisterai il libro: scrivici ad info@aprispazi.com o commenta sui nostri social.
Puoi trovarlo anche qui oppure qui.
E ricorda…semplificare è un atto rivoluzionario…e porta “fortuna”! 😀


