Il Tabù del Denaro: Spazio alle parole… ed ai numeri

Parlare di soldi mette a disagio. 

È come aprire un cassetto che preferiremmo tenere chiuso: dentro ci sono ansie, insicurezze, paragoni inutili. 

Eppure, è proprio quel silenzio imbarazzato che spesso ci porta a fare scelte impulsive, a gestire male le risorse, a delegare al caso qualcosa che, invece, ha bisogno di presenza attiva.

Il denaro, in fondo, è uno strumento: non è né buono, né cattivo, in sé. 

A seconda dell’uso che ne facciamo, può essere il nostro carceriere o la chiave della nostra libertà.

Non è il fine, non è un’identità, non è una medaglia da esibire. 

È un mezzo che, se usato con consapevolezza, può liberare spazi – mentali, fisici, emotivi. 

Il rapporto con il denaro va costruito. Senza fanatismi, senza sensi di colpa, ma con la stessa cura con cui scegliamo cosa tenere e cosa lasciare andare. Perché, anche nella gestione economica, il vero lusso è l’intenzionalità.

Un esercizio semplice? Apri il tuo estratto conto come se stessi facendo decluttering: cosa ti serve davvero? Cosa è solo rumore? Dove stanno andando le tue energie (ed i tuoi soldi)?

Inizia con una domanda sincera: “Sto spendendo per ciò che conta davvero?”

Dal tabù alla consapevolezza: la strada verso la libertà

Se vogliamo davvero liberarci, dobbiamo farlo. 

Dobbiamo smontare, pezzo dopo pezzo, quel modo di pensare che ci ha insegnato a misurare il nostro valore in base a ciò che possediamo, indossiamo o guidiamo. 

È arrivato il momento di riprendere il controllo delle nostre vite e delle nostre finanze.

Il primo passo? Lavorare sui nostri valori, riscoprirli, in un certo senso.

Esercitarci a dire al sistema: “Non ho bisogno di tutto questo per sentirmi completa“. 

Smettere di giocare con le regole degli altri.

Scegliere la consapevolezza, la sostenibilità, l’autenticità.

Anche io ho dovuto lavorare tanto su me stessa, affrontare fatiche, procedere per tentativi ed errori. Con il tempo ho trovato una direzione che sento più mia, anche se continuo a cercare, ad ascoltarmi, a lasciarmi cambiare.

Hai presente quando, a fine giornata, avvolti dal dolce tepore delle lenzuola, e circondati dalle persone che amiamo, potremmo essere le persone più felici al mondo? Magari soddisfatti della nostra giornata, o forse preoccupati per nuove sfide, ma stimolati…

Ecco, era proprio quello il momento nel quale, spesso, venivo assalita dal panico, appena iniziavo, inconsapevolmente e del tutto inaspettatamente, a passare in rassegna tutte le spese fatte nel giorno o nella settimana.

E iniziavo, repentinamente, a pensare a quel pagamento, che scadeva o a quella spesa imprevista, che non avevo idea di come poter affrontare…

Il sonno tardava ad arrivare e mi sentivo sempre più stupida, per aver ceduto al desiderio dell’ennesimo golfino o del pantalone che sembrava calzare così bene…sopraffatta da un senso di vuoto, invischiata in un meccanismo nel quale non mi riconoscevo…

Mi sentivo in colpa per non aver saputo resistere, stupida per aver lasciato, ancora una volta, all’istinto il controllo della mia vita.

Perché è di questo che si tratta: controllo, determinazione, direzione.

Se diamo una direzione alla nostra vita, se impostiamo correttamente le nostre priorità, la gioia per quel golfino nuovo non sarà nulla rispetto alla gioia di percepire noi stessi come persone intere, capaci di scegliere con consapevolezza, di saper impostare le priorità, di  assumersi la responsabilità, di dare la giusta rotta alla nave.

Questo non significa che non ci si possa concedere più nulla di “superfluo”, ma che imposteremo nuovi criteri e nuove coordinate sul nostro gps, che ci restituiranno la libertà ed una maggiore autostima. 

So a cosa state pensando…É bello concederci un regalo dopo aver lavorato sodo, in casa o a lavoro, con i nostri figli, dopo aver sgobbato in cucina o sopportato i nostri capi…e dopo tutto questo, dovremmo ancora sacrificarci? Sembra un supplizio, una punizione, una vita di fatica e di stenti…

Eppure, ve lo assicuro…non sarà questa la sensazione.

E’ impossibile immaginare quanta trasformazione possa portare nelle nostre vite il cambio di prospettiva che il minimalismo può darci.

Quando acquisisci il controllo della tua vita, senti che hai una direzione, senti che non sei più agito ma che le tue azioni sono coerenti con i tuoi progetti di vita, che stai costruendo la versione migliore di te stesso…tutte cose che nessuna somma può comprare.

I soldi, a quel punto, smettono di essere risorsa per valorizzarci, e tornano ad essere ciò che sono in realtà.

Sono loro i servitori e noi siamo i padroni.

Il gioco si ribalta.

E ciò che prima ci sembrava un supplizio, ora è solo liberazione.

Liberazione dal superfluo, dalla sovrabbondanza, dalla costante presenza di desideri futili.

I soldi tornano ad essere solo uno strumento per realizzarci. Per realizzare progetti, vivere esperienze.

Ponti e non gabbie.

Svolte e non vicoli ciechi.

Abbiamo svoltato, abbiamo spodestato il pilota automatico ed ora guidiamo noi. Ci sentiamo invincibili. E credetemi, a questo punto lo siamo!

E’ così che mi sento adesso. 

Finalmente le mie azioni si sono allineate con la persona che voglio e che (ora lo so!) avrei sempre voluto essere.

Mi sento coerente, non sento più la pressione del desiderio e delle vite degli altri.

Adesso gioco la mia partita.

Questa partita è talmente avvincente ed affascinante che non mi lascia spazio per guardare quelle degli altri.

Se non per apprezzare le sfide che ognuno di noi ogni giorno deve affrontare.

Sembra difficile? Non lo è. Te lo assicuro.

Basta, come in tanti altri cambiamenti importanti che si sente di dover fare, procedere con gradualità, un piccolo passo per volta.

 Una domanda-stimolo per te

Se guardi le tue finanze oggi, stai costruendo sicurezza in modo consapevole o stai solo comprando conferme?

Come si può rispondere correttamente a questa domanda?

👉 Inizia da qui: un foglio bianco, un conto da analizzare.

Ogni euro può essere un mattone o una crepa. 

Sei tu a scegliere cosa costruire.

Rileggi attentamente, o semplicemente, ricopia su un foglio, le uscite ed i movimenti del tuo conto corrente. 

Scegliamo, per ora, un periodo piccolo: un mese. 

Scrivi, rifletti, analizza.

Senza paure, con la determinazione di chi vuol fare luce.

Questo sarà il nostro primo step. Quello più delicato, probabilmente.

Il prossimo, lo prometto (!) sarà più divertente.

E, man mano che procederemo, sarà sempre più bello.

L’ansia si scioglierà, le paure si attenueranno ed il potere liberatorio ci darà sempre più forza e consapevolezza.

Benvenuti nella rivoluzione silenziosa. 

Qui, su ApriSpazi, impariamo a lasciar andare per guadagnare qualcosa di molto più grande: noi stessi.

Ora tocca a te.

Ti sei mai sentito/a intrappolato/a in un copione che non hai scelto? Hai mai speso per sentirti accettato, rincorso sogni non tuoi, confuso la ricchezza con l’apparenza?

Raccontaci cosa ne pensi: scrivici ad info@aprispazi.com e commenta sui nostri social.

Se questo post ha acceso qualcosa dentro di te, condividilo con chi pensi abbia bisogno di leggerlo. 

E ricorda…semplificare è un atto rivoluzionario!

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