Esausti a fine giornata senza sapere perché?

Il tempo è lo stesso per tutti, ma il modo in cui lo abitiamo può riempirci di stress o restituirci respiro.

C’è chi arriva a fine giornata con ancora un po’ di spazio dentro e chi si ritrova addosso solo stanchezza e frustrazione.

La differenza non sta nelle ore a disposizione.

Sta in come quelle ore vengono abitate.

Tempo e stress: il legame invisibile

Spesso lo stress non nasce da ciò che facciamo, ma da come entriamo nelle nostre giornate.

Quando iniziamo senza un minimo di direzione, finiamo per rispondere alla voce più forte, non a quella più importante.

Messaggi, richieste, urgenze altrui, prendono spazio.

Ed a fine giornata siamo stanchi, senza riuscire nemmeno a capire perché.

Pianificare: una risposta possibile

Per molti, pianificare è una parola scomoda. Evoca rigidità, controllo, agende piene fino all’orlo.

Per altri è semplicemente inutile: “Tanto gli imprevisti arrivano sempre”.

Ed è proprio qui che nasce il grande equivoco.

Pianificare – anche in modo semplice e flessibile – significa gestire, invece di essere gestiti.

Significa sperimentare una sensazione di controllo che non ci lascia in balìa di tutti e delle esigenze di ciascuno.

Quella sensazione che, prima o poi, ci porta a pensare: “Ma a me, chi pensa?”.

E tutto questo ha un impatto profondo anche sulle nostre relazioni.

Parlo per esperienza personale.

Per molti anni la mia vita è stata fatta di obiettivi, studio, lavoro, crescita personale. Già questo riempiva vertiginosamente le mie giornate.

Poi ho incontrato mio marito e, dopo pochi anni, è nato il nostro adorato figlio.

Abituata a gestire tempo e spazio solo per me, non sapevo più da che parte guardare. È stata una sfida enorme.

I primi anni sono stati durissimi.

Non accettavo di non avere più tutto il tempo per me e vivevo costantemente divisa tra sensi di colpa – quando mi prendevo spazio – e rabbia, quando ne lasciavo troppo agli altri.

Mi sentivo ingabbiata ed impotente. E, nello stesso tempo, profondamente grata, perché la mia famiglia era, ed è, un dono così prezioso.

Perché, allora, non riuscivo a godere di qualcosa che avevo fortemente voluto?

Questa domanda mi ha guidata nella ricerca di un modo diverso di stare nelle mie giornate.

Trovare il nostro modo di stare nelle giornate

 Ho scoperto che anche solo mettere su carta incombenze ed esigenze, mi aiutava a sentirmi più focalizzata, meno travolta, più presente.

Un gesto semplice, quasi banale, che però ha avuto un effetto enorme: ha protetto anche le mie relazioni.

Mi ha aiutata a non scaricare stress e frustrazione sulle persone vicine.

E, soprattutto, a non pronunciare quella frase che detestavo: “Con tutto quello che faccio per voi…”.

La odiavo, perché mi faceva sentire ingrata.

Come se l’amore e le esigenze delle persone che amo togliessero valore alla mia vita.

Eppure so che accade a tante persone…spesso. Troppo spesso.

La pianificazione, certo, è solo un primo passo.

Ma è un passo fondamentale per restituire spazio, valore e respiro alle nostre giornate – ed alle nostre relazioni.

Per ora iniziamo da qui: carta e penna.

Perché lo stress non cala quando tutto fila liscio, ma quando sappiamo da dove partire e cosa, se serve, può aspettare.

E se pianificare non fosse una gabbia, ma uno strumento per tornare a respirare davvero?

Nel prossimo articolo entreremo nel concreto e vedremo alcune tecniche semplici e realistiche per pianificare, senza rigidità e senza sensi di colpa.

E ricorda…semplificare è un atto rivoluzionario.

Scegli solo ciò che ti fa stare bene…

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