“L’Arte di Spendere” di Morgan Housel: come smettere di rincorrere gli standard altrui e trovare la tua libertà finanziaria

Il valore dei soldi è profondamente soggettivo

Il libro “L’arte di spendere i soldi” di Morgan Housel parte da un’idea semplice ma potente: gestire il denaro non è una scienza esatta, è un’arte.
La scelta di questa parola dice già molto. Se fosse una scienza, esisterebbero regole universali valide per tuttə. Invece non esiste un valore del denaro che sia uguale per ogni persona.
Il nostro rapporto con i soldi è fatto di emozioni, esperienze, paure, desideri e storie personali. Per questo due persone possono fare scelte economiche completamente diverse ed avere entrambe ragione.
Il punto, quindi, non è trovare la formula perfetta, ma è capire che cosa vogliamo davvero dal denaro.
Ciò che per qualcuno è uno spreco, per qualcun altro può essere una fonte autentica di gioia. Per questo Housel invita a sospendere il giudizio quando osserviamo le scelte finanziarie degli altri.
Ogni decisione economica nasce da una storia personale fatta di esperienze di vita, educazione ricevuta, sicurezza o paura economica, valori e priorità. 
Capire questo, significa uscire da quello che potremmo chiamare egocentrismo finanziario, cioè dall’idea che il nostro modo di spendere o risparmiare sia l’unico corretto.

Spendere per impressionare o per nutrire la propria vita?

L’autore ci invita a guardare al denaro come uno strumento per costruire una vita che abbia senso per noi.
In particolare, viene riportata una riflessione di Warren Buffett, che distingue tra scala di valutazione interna ed esterna.
Quando spendiamo soldi, spesso lo facciamo per due motivi molto diversi: per ottenere approvazione, ammirazione o invidia dagli altri, oppure perché qualcosa nutre davvero la nostra vita.
Il problema è che la società spinge fortemente verso gli standard esterni: seguire il percorso che tuttə sembrano seguire, dimostrare qualcosa, apparire in un certo modo.
I social media amplificano enormemente questa dinamica: oggi non ci confrontiamo più solo con il vicino di casa, ma con il mondo intero.
Eppure il desiderio più autentico delle persone è un altro: indipendenza. Poter decidere cosa fare del proprio tempo, con chi stare, come vivere. Secondo Housel questo dovrebbe essere uno degli scopi più alti del denaro.

Spendere molto su ciò che conta davvero

Uno dei suggerimenti più interessanti del libro è quasi controintuitivo: non bisogna semplicemente spendere meno.
Bisogna spendere molto su ciò che nutre davvero la nostra vita e tagliare senza esitazione ciò che non ha valore per noi.
Per farlo serve una cosa fondamentale: conoscersi bene.
Cosa ci dà gioia?
Cosa ci lascia indifferenti?
Quali spese migliorano davvero la nostra vita?
La chiave è imparare a differenziare. Non tutte le spese hanno lo stesso peso nella qualità della vita.

Sperimentare per capire cosa conta

Questa consapevolezza, però, non arriva sempre subito. Spesso bisogna sperimentare: provare esperienze, fare acquisti, cambiare abitudini.
Solo così possiamo scoprire cosa ci rende davvero soddisfattə e cosa invece non lascia nulla.
Questo approccio libera da un’idea rigida del denaro e lo trasforma in uno strumento di esplorazione della propria vita.

Vivere bene: avere ciò che serve (e un po’ di ciò che desideriamo)

Un’idea semplice attraversa tutto il libro: vivere bene non significa accumulare sempre di più.

Significa avere ciò di cui abbiamo bisogno, più una piccola parte di ciò che desideriamo davvero.

Questo equilibrio evita due estremi pericolosi:

-vivere solo per il futuro, rinunciando sempre al presente;

-vivere solo nel presente ignorando il domani.

Il punto non è scegliere un estremo, ma trovare una forma di equilibrio che riduca i rimpianti nel tempo.

Gli estremi non funzionano. Non è sostenibile vivere né nella parsimonia assoluta, né nell’eccesso di spesa.

La vera abilità sta nel trovare una zona di equilibrio, senza dimenticare mai il valore del risparmio.

Housel propone un punto di vista diverso: il risparmio è indipendenza.

Quando accumuliamo un margine economico possiamo affrontare meglio gli imprevisti, prendere decisioni con meno paura e scegliere con maggiore libertà.

In questo senso il risparmio non migliora solo il futuro: migliora anche il presente, perché riduce l’ansia e aumenta la libertà.

Conoscere sé stessə è la vera competenza finanziaria

Crediamo che il messaggio più forte del libro non riguardi strategie di investimento o tecniche di risparmio.

Riguarda qualcosa di più profondo.
La vera competenza finanziaria è conoscere sé stessə.
Sapere cosa ci rende felici.
Capire cosa possiamo ignorare.
Accettare che il nostro modo di vivere il denaro non deve essere identico a quello degli altri..

Una riflessione finale

Il denaro, dunque, non è solo una questione di numeri, ma di significato.
Dopo aver soddisfatto i nostri bisogni fondamentali, entriamo nel territorio dei desideri. E capire cosa desideriamo davvero è molto più difficile che capire di cosa abbiamo bisogno.
Per questo il rapporto con il denaro non si risolve con regole perfette o strategie universali. Si costruisce nel tempo, attraverso le esperienze, gli errori, le scelte che facciamo.
In fondo, se il denaro è uno strumento per vivere meglio, la vera domanda non è quanto dovremmo guadagnare o spendere.
La vera domanda è che tipo di vita vogliamo costruire.

Abbiamo affrontato ed approfondito alcuni di questi temi nella sezione del sito dedicato alla finanza personale.

Se vuoi approfondire, puoi trovarli qui, qui  ed anche qui !

Scegli solo ciò che ti fa stare bene…

 

 

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