Anticipare:ridurre la fatica decisionale (e respirare di più ogni giorno)

Ogni decisione che prendiamo durante la giornata consuma energia. Anche quelle piccole.
Anzi, spesso sono proprio quelle a svuotarci di più, perché si accumulano in silenzio.

Lo ha dimostrato lo psicologo Roy Baumeister: decidere affatica la mente. Questa stanchezza prende il nome di decision fatigue e cresce con il passare delle ore.
Ecco perché arriviamo a sera esaustə, incapaci persino di scegliere cosa mangiare o cosa guardare.

Ed ecco perché è importante iniziare la giornata preservando quel budget di energie che abbiamo “in dotazione”.

Pensiamoci: svegliarsi e decidere subito cosa indossare, cosa preparare per la colazione, cosa mettere in borsa o nello zaino…È come iniziare la giornata già in salita.

Certo, non possiamo eliminare le decisioni dalla nostra vita.
Possiamo, però, alleggerirla, anticipando piccole scelte.

Decision fatigue: perché scegliere il momento giusto cambia tutto

Con il passare degli anni — e con l’aumentare delle responsabilità, soprattutto familiari — mi sono accorta che questa fatica è cresciuta per me, in modo silenzioso, ma costante.

Ad un certo punto sono arrivata ad andare in crisi perfino davanti a una cosa minuscola, almeno in apparenza: preparare ogni giorno il set completo per il pranzo dell’asilo. Ogni giorno la stessa scena. Ed una stanchezza che non capivo.

Mi sentivo inadeguata. Pensavo: possibile che mi pesi così tanto una cosa così semplice?

Poi ho iniziato ad informarmi ed ho scoperto che la c.d. decision fatigue non era una mia prerogativa…(😆), ho letto dell’“uniforme” di Steve Jobs — dolcevita nero, jeans Levi’s 501, sneakers — scelta proprio per ridurre al minimo le decisioni quotidiane e preservare energia mentale per ciò che contava davvero.

E lì mi sono detta: ok, allora non sono l’unica. 

Sapere che anche menti brillanti hanno scelto di semplificare per non disperdere energie, mi ha fatto sentire meno sola. Ma, allo stesso tempo, ho pensato: va bene ridurre le scelte…però forse non voglio vivere di solo lupetto nero e pantaloni uguali ogni giorno. Né per me, né per mio figlio.

Quello che desidero non è l’azzeramento della varietà. È trovare un equilibrio.
Meno decisioni inutili. Più spazio mentale.
Una struttura che mi sostenga, senza trasformarsi in rigidità.

Perché decidere al momento giusto riduce stress e sovraccarico mentale

La soluzione, ovviamente, non è eliminare le scelte.
È spostarle in un momento migliore.
Quando non abbiamo fretta.
Quando la mente è più lucida.
Quando possiamo perfino divertirci.

Per me la parola chiave è: anticipazione.

Qualcunə storcerà il naso: e se cambia il meteo? E se non so come mi sentirò? E se poi non ho voglia?

È una resistenza normale. Perché siamo abituatə a pensare che anticipare significhi irrigidirsi, perdere spontaneità, togliersi libertà.

Ma la verità è un’altra. Anticipare non imprigiona.
Libera.

Quando scegliamo in anticipo, togliamo pressione alla mente. Smettiamo di negoziare continuamente con noi stessə, di rimandare, di consumare energia in micro-decisioni che, sommate, ci svuotano. E così la giornata accelera, diventa più leggera, più respirabile.

Non è rigidità: è spazio mentale. È la possibilità di esserci davvero, nel momento presente, senza il rumore continuo delle scelte da fare.

Lo facciamo ogni giorno per tante cose, spesso senza rendercene conto. Ma se dovessimo suggerirti un punto da cui iniziare, sarebbe uno solo: il rituale della scatola.

La scatola che non inscatola

Ho inventato questa soluzione quasi per gioco. Oggi non potrei più fare a meno delle nostre due ceste: una per me ed una per mio figlio.

La sera prepariamo l’outfit completo del giorno dopo: intimo, maglia, pantaloni, calze, tutto piegato con cura (sì, anche un po’ nello stile di Marie Kondo). Aggiungiamo cappello, scaldacollo, guanti. Ho creato persino una piccola scatola per gli accessori: orecchini, anelli, quei dettagli minuscoli che cambiano l’energia con cui iniziamo la giornata.

Quello che prima mi pesava è diventato un momento leggero, quasi un rituale.
Ridiamo, scegliamo insieme, ci raccontiamo la giornata che verrà.

La mattina ci vestiamo in un soffio.
Ma soprattutto non partiamo già stanchi.

Abbiamo qualche minuto in più per fare colazione, per coccolarci, per guardarci negli occhi. Anche quando sono le 6.30!

Ed ho capito una cosa: anticipare non significa perdere libertà.
Significa proteggere l’energia per ciò che conta davvero.

 

 

Perché funziona davvero

 

Perché la verità è questa: quando la vita si riempie di responsabilità, ogni micro-decisione pesa di più. 

E non siamo “schiappə” se lo sentiamo. Siamo esseri umani con una quantità limitata di energia mentale.

 Proteggerla è un atto di cura.

Anticipare non significa rigidità.
Significa prevenzione.
Significa scegliere una volta sola.

La forza di questo sistema non è nel ridurre le cose da fare.

È nel dover decidere meno volte.

 

Da dove iniziare (subito)

Non serve rivoluzionare tutto.
Prova.

Scegli una sola area della tua vita.

Anticipa quella scelta ogni sera per una settimana.

Osserva come cambia il tuo umore al mattino.
Può essere:
– outfit;
– colazione;
– borsa di lavoro;
– pasti della settimana;
– agenda del giorno dopo.
Questa tecnica si può adattare ed inventare per tanti ambiti della nostra vita, adattandoli al nostro stile di vita, alla quantità di tempo e spazio che vogliamo liberare. Lo vedremo in seguito, quando vedremo il metodo completo ApriSpazi.

Per ora, scegli una micro-decisione da alleggerire.

Perché semplificare non è fare meno, ma fare meglio, liberando spazio per noi e per le cose che contano davvero per noi.

Scegli solo ciò che ti fa stare bene…

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